La Grande Mela: una città così grande non può che nascondere tanti aneddoti.

New York è una città di gente che si muove a piedi, in un paese di automobili,citazione del libro UNA CASA A NEW YORK di ADAM GOPNIK.

Storie e angoli poco noti, ma comunque affascianti e in questo articolo abbiamo raccolto le curiosità su New York che ci hanno colpito di più. Le conoscete tutte?

La città di New York è conosciuta in tutto il mondo con il soprannome di “Big Apple”, che in italiano significa la “grande mela”. Molte sono le storie sull’origine di questo soprannome perché sono tanti gli aneddoti legati ad esso e tante le teorie che lo avvolgono.Secondo una di queste, il termine era legato a una donna di nome Eva, che gestiva un bordello proprio nella città di New York. Successivamente, però, è stato appurato che questa teoria era in realtà una “bufala..Un’altra e dello scrittore americano Edward S. Martin che associò per primo New York a una mela (o meglio, a un melo) dove descrive nel suo libro “Il viaggiatore a New York” la metropoli proprio a un melo, le cui radici sono nella valle del Mississippi e il frutto a New York City.

Ma la prima persona in assoluto ad associare effettivamente il termine “Big Apple” a New York fu, agli inizi degli anni Venti del secolo scorso, il redattore sportivo John J. Fitz Gerald. Fitz Gerald, dopo aver sentito chiamare così l’ippodromo newyorkese da alcuni scommettitori, decise di intitolare la sua rubrica proprio “Around the Big Appl”. Con “grande mela” si era soliti indicare le grandi vincite alle scommesse.Nel 1997 l’allora sindaco di New York Rudolph Giuliani, allo scopo di rendere omaggio al giornalista che aveva reso famoso il soprannome “grande mela” della metropoli, ribattezzò “Big Apple Corner” l’angolo tra la West 54th Street e Broadway, dove John J. Fitz Gerald aveva abitato.

C’è un altro aneddoto legato all’origine del soprannome “grande mela” associato alla città di New York. Proprio una mela rossa era il compenso che spettava ai musicisti jazz che negli anni Trenta suonavano nei locali di Harlem e Manhattan. Anche loro, per questo motivo, iniziarono a chiamare New York la “grande mela”, ritenendo la periferia i rami dell’albero su cui maturava il frutto. Quando un concerto si teneva lontano dalla città, infatti, i musicisti usavano dire che si andava a suonare sui “rami”.

Tra coloro i quali utilizzarono il soprannome “grande mela” per New York c’è anche Frank Sinatra. L’artista lo fece in occasione di una conversazione con la cantante lirica Dorothy Kirsten in un episodio del programma radiofonico della NBC ‘Light Up Time‘.

Nel 1971, il soprannome “grande mela” fu ripreso anche da Charles Gillet, allora responsabile del turismo, in occasione di una campagna promozionale della città. Il paragone tra New York e una grande mela serviva a dare un’immagine più attraente alla metropoli, spesso vista come violenta e pericolosa. Fu da quel momento che New York diventò per tutto il mondo la “grande mela”.

Altre curiosità che non sapevate su New York.

Dopo la caduta del muro di Berlino nel 1989, molti dei pezzi sono finiti in giro per il mondo.Infatti alcuni di questi si trovano nel quartiere europeo di Bruxelles per esempio, ma, in realtà, ce ne sono anche a Seoul, a Cape Town, a Strasburgo…

A New York ce ne sono ben cinque. Uno si trova non distante dal MoMa, uno dal palazzo delle Nazioni Unite, a Midtown Manhattan, il terzo vicino a Pumphouse Park, il quarto all’interno del museo “Ripley’s Believe it or not” a Times Square e l’ultimo non distante dall’Intrepid Sea-Air-Space Museum.
Una città così grande, con tantissime persone, palazzi, uffici e locali ha moltissime necessità e da un bisogno, spesso, nasce un’idea.

Lì è stata inventata la carta igienica (ma non solo)

A New York sono stati inventati i dispositivi di sicurezza che impediscono la caduta nel vuoto degli ascensori in caso di rottura dei cavi, ma anche l’aria condizionata, il tuxedo (lo smoking) e la carta igienica. Quest’ultima nacque come carta umidificata venduta a pacchetti di fogli da un’idea di Joseph Gayetty nel 1857. Fu solo dopo il commercio in rotoli, però, che l’idea prese davvero piede.

La sfera di Capodanno

Trascorrere il Capodanno a New York è il sogno nel cassetto di tutti. La sfera di cristallo Waterford, che segna il countdown(tre metri e mezzo di diametro), è uno dei simboli più famosi del mondo per quanto riguarda gli ultimi minuti del 31 dicembre e raduna ogni anno oltre 750.000 persone. È sempre visibile sulla cima dell’edificio One Times Square.La tradizione va avanti dal 31 dicembre 1907 e fù interrotta solo durante la Seconda Guerra Mondiale, quando venne sostituita dai rintocchi delle campane e da un minuto di silenzio,una scelta fatta a causa delle restrizioni energetiche.